Pagina 1 di 4 Il dammuso unità abitativa rurale di PantelleriaIl dammuso è il nome che si dà ad una tipica costruzione dell'isola, che ha rappresentato nel secolo passato, il segno di un grande sviluppo agricolo e di benessere. La storia dell'architettura di Pantelleria nel dammuso ha raggiunto il massimo dell'evoluzione. Le famiglie pantesche, che vivevano in maggior parte sino al 1930, dei proventi ricavati dalla coltivazione dell'uva zibibbo e dei suoi prodotti (uva passa, moscato, vino, uva da tavola )avevano bisogno in certi periodi di spostarsi nelle proprietà di campagna con tutto il nucleo familiare, compreso in alcuni casi la parentela.
Il modello di gestione di queste piccole aziende agricole, era basato sulla famiglia, dove la donna aveva un ruolo di primaria importanza nella lavorazione dei prodotti agricoli. Un'altra singolarità è che per poter mantenere e gestire un'azienda, che aveva una costante nel frazionamento della proprietà, che la rendeva di difficile conduzione, ha trovato la soluzione nei rapporti di collaborazione parentale. Non si può comprendere il perché di questa crescita così totale del dammuso nel territorio, se non si è analizzata la vita sociale per cui si era costruito e perché si espande, inglobando una serie di costruzioni, che singolarmente sono adibiti a diversi scopi, ma nell'insieme fanno parte dello sviluppo storico, dove è possibile leggere la vita della famiglia nel corso dei secoli. L'analisi architettonica di queste costruzioni è quella che dà l'idea dell'evoluzione, che inizia nella preistoria attraverso passaggi lenti con l'ausilio di tecniche e metodi arcaici delle prime abitazioni in pietra, si evolve con la colonizzazione punica e poi romana, per avere successivamente con l'occupazione musulmana un input stilistico che caratterizzerà in seguito la raffinatezza orientalizzante delle cupole e dei suoi interni, dove gli equilibri coloristici delle pareti e dei pavimenti rimangono applicati sino ai nostri giorni nella tradizione abitativa rurale. L'adattamento alle risorse del territorio in modo razionale è la principale caratteristica. Il raggiungimento di certi valori estetici sono la conseguenza di adattamenti tecnici, che nel corso dei secoli si sono evoluti, non escludendo anche una parziale modifica di solo ordine estetico per certi elementi architettonici. Il dammuso è un'unità abitativa, basata sull'essenzialità strutturale di ogni sua parte, dove lo sfruttamento degli elementi naturali del luogo in cui nasceva, erano utilizzati nel miglior modo possibile: la terra, la pietra, l'acqua. L'impianto di edificazione del dammuso rurale, iniziava con la bonifica dei terrazzi che erano adiacenti al luogo della nuova costruzione, con la cava di pietre, dove venivano selezionate per diverse pezzature e forme, identificandole dalle dimensioni con nomi specifici: tartisi, strummuli, mazzacani,cantuna, balati, cantunere,ecc con un ruolo specifico per ogni elemento. In questa fase iniziale di bonifica e preparazione, era fondamentale la costruzione di una cisterna, ma in moltissimi casi si edificava su un precedente sito di epoca punica o romana dove vi erano già le millenarie cisterne di sezione campanulata, impermeabilizzate con un impasto di cocciopesto, che incredibilmente resistono intatte sino ai nostri giorni senza alcuna manutenzione che quella della pulizia. La costruzione dei muri di sostegno delle cupole, che in diversi periodi si differenziavano per dimensioni e stili, dà al dammuso una delle caratteristiche primarie di maggior pregio che è l'isolamento termico, dovuto allo spessore dei muri, che è mediamente di circa 120 cm, insieme al riempimento dello stesso con pietre di minor dimensione( tartisi, mazzacani, strummuli ) formano un circolo d'aria interno al muro, che lo raffredda d'estate e l' asciuga in inverno. Il tetto viene realizzato con le volte in pietra, coperto da uno strato di terra, che serve per livellare le superfici, dove si stende un impasto di calce e tufo dello spessore di cm.7, battuto con delle piccole mazze in legno di leccio, per diversi giorni sino a comprimersi allo spessore di cm.4.
Tutto ciò serve a convogliare l'acqua piovana e a renderlo impermeabile, ma permette all'umidità interna al dammuso di traspirare. In tutto tra pietre, terra, tufo, si ha uno spessore di circa cm.35/ 40 e proprio per le caratteristiche dei materiali sopra indicati, contribuisce insieme ai muri a valorizzare al massimo l'isolamento termico. Un dammuso si realizza con pietre, terra impastata (taio), sabbia, calce, argilla, prelevandoli dal luogo di costruzione, escluso la calce che non è presente perché l'isola è di origine vulcanica. L'orientamento delle aperture principali (porte) era sempre possibilmente verso Sud, per sfruttare il calore e la luce, insieme ad una o due finestre delle dimensioni di cm 40x50, dove la luce tenue dava un senso di frescura al calore estivo, perché è da considerare che oltre alle antiche necessità di ordine pratico vi si soggiornava in massima parte ad iniziare dal mese di giugno al mese di settembre per quanto riguarda i dammusi rurali e la luce eccessiva ed il calore di un'isola così meridionale era da limitare. La staticità del modello dammuso è perfetta considerando l'uso di materiali cavati nel luogo, dove un'esperienza tramandata per secoli riusciva ad adoperare le diverse qualità di roccia che hanno comportamenti e pesi differenti da una contrada all'altra. La conservazione delle tecniche e dei modelli costruttivi e di conseguenza lo studio approfondito della sua evoluzione è uno dei programmi che porto avanti perché fa parte delle risorse culturali ed economiche proprie di quest'isola.
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